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Situazione attuale dei bambini di Fukushima

Nel primo screening sono stati esaminati in totale 38.114 soggetti e per 186 di essi si è ritenuto opportuno effettuare un secondo esame. 10 casi sono stati diagnosticati maligni o con sospetta malignità. 3 casi, di cui 1 nel 2012 e 2 nel 2013, sono stati confermati tumorali dall’esame dei tessuti prelevati nell’intervento chirurgico. L’area oggetto dell’esame è di 13 comuni intorno alle centrali nucleari di Fukushima Daiichi quali IIdate e Namie. L’età media dei bambini, 3 maschi e 7 femmine, relativi ai suddetti 10 casi è 15 anni.

Secondo le conoscenze convenzionali il cancro infantile della tiroide colpisce un 1 bambino su 1 milione.
I professori Shun’ichi Yamashita e Shin’ichi Suzuki dell’Università di Medicina della Prefettura di Fukushima (Fukushima Medical University) dichiarano di “presumere che il fenomeno non sia dovuto all’esposizione alle radiazioni”, ma se così fosse si tratterebbe di una “incidenza troppo elevata priva di cause specifiche ”.
Ovviamente non ci sono precedenti di screening ecografici di dimensioni così estese e non è possibile fare un semplice paragone dell’incidenza della malattia con la percentuale dei casi verificati con lo screening, ma riteniamo che il risultato di questo specifico esame per la cura della salute sulla popolazione meriti una adeguata attenzione.

Inoltre anche fra i bambini per i quali non si è ritenuto necessario effettuare un secondo esame, si sono verificati molti casi di sviluppo di noduli, di dimensioni inferiori ai 5,0 mm, e di cisti, inferiori ai 20,0 mm.

La percentuale, calcolata sulla base di tutta la popolazione sottoposta all’esame  ha registrato un aumento dell’incidenza dal 35,3% del 2011 al 43,6% del 2012.
L’esame prevede un “esame preliminare”, da effettuarsi entro la fine di marzo 2014, per verificare la situazione attuale, e la successiva esecuzione di un “esame ufficiale”. Con l’eccezione dei bambini sottoposti al secondo esame e di solo un parte degli altri, la frequenza di esecuzione di tale “esame ufficiale” si riduce drasticamente essendo prevista soltanto ogni 2 anni per i soggetti di età fino a 20 anni e ogni 5 anni per le persone di età maggiore a 20 anni.

Una diagnosi precoce del tumore della tiroide e tempestive cure adeguate portano, nella maggioranza dei casi, a una prognosi migliore.
Per questo è molto importante che venga effettuata una osservazione continuativa ed esaustiva, tramite l’esecuzione di ulteriori futuri esami, di tutti i 400.000 abitanti della prefettura oggetto dell’esame stesso.

Sede tedesca dell’IPPNW: il danno sulla salute dagli incidenti nucleari di Fukushima

(IPPNW: International Physicians for the Prevention of Nuclear War)
Sulla base di tre diverse stime e delle più recenti conoscenze, il medico Henrik Paulitz della sede tedesca dell’IPPNW dichiara che, anche prendendo in considerazione la sola esposizione a irradiazione esterna (cioè a sorgenti di radiazioni esterne al soggetto), è possibile prevedere la registrazione di un aumento dei casi tumorali stimabile fra i 40.000 e gli 80.000.

Dopo 9 mesi dall’incidente nucleare, il tasso di natalità ha fatto registrare una diminuzione del 4,7% a livello nazionale e del 15% nella prefettura di Fukushima. Per di più si allude a un aumento del tasso di mortalità dei bambini di età da 0 a 6 anni e soprattutto sono stati riportati 75 casi di morte di bambini di età inferiore a 1 anno in più rispetto alle stime su basi statistiche.

Inoltre, facendo riferimento al 40% e oltre di anomalie della tiroide, il professore aggiunge che la letteratura indica che nei bambini, diversamente da quanto avviene negli adulti, le cisti e i noduli sono un segno premonitore di forme tumorali.

Dosimetro
I bambini di Fukushima portano quotidianamente con loro un dosimetro.
La prefettura di Fukushima ha distribuito a 28.000 bambini di età inferiore a 15 anni e a 20.000 donne in stato interessante un dosimetro a forma di spilla che viene usato per determinare l’esposizione individuale alle radiazioni. Il dosimetro in sé non misura l’intensità delle radiazioni. Per la misurazione il sistema prevede che tali dosimetri vengano raccolti ciclicamente – ogni 1,5 mesi – da ogni comune o frazione, e che i risultati degli esami elaborati da strutture specializzate vengano comunicati ai tutori dei minori.

Aggravamento della situazione della violenza domestica nelle zone colpite dal terremoto e dallo tsunami
La violenza domestica si intensifica soprattutto nelle piccole abitazioni provvisorie. La vita da rifugiati senza una prospettiva per il futuro peggiora anche il rapporto fra i coniugi. Nella prefettura di Fukushima è stato registrato un aumento della violenza domestica tra i coniugi del 64% rispetto all’anno precedente.
La violenza domestica influisce in modo negativo anche sulla crescita dei bambini e ha fatto registrare un conseguente aumento – del 76% rispetto all’anno precedente – anche della violenza sui bambini.
Rifugiati totali

Numero dei rifugiati sparsi su tutto il territorio nazionale: circa 309.000 al 4 aprile 2013

Numero dei rifugiati nei rifugi: 125 persone

Numero delle persone fuori dalle proprie case ma già residenti in abitazioni: 294.000 circa
(sparsi in 1.200 comuni o frazioni di 47 prefetture dell’intero Giappone)
Rifugiati della prefettura di Fukushima
Numero dei rifugiati: 96.264 nella prefettura e 55.610 fuori dalla prefettura al 4 aprile 2013
Numero degli abitanti nelle case provvisorie: 32.576
Numero degli abitanti nelle case requisite: 56.806 a novembre 2012

Il rigetto della Corte d’Appello di Sendai: il processo dello sfollamento di massa di Fukushima – 24 aprile 2013
Si tratta di un caso portato in tribunale da 14 bambini provenienti dal comune di Koriyama della prefettura di Fukushima, che il 24 giugno del 2011 avevano richiesto un provvedimento provvisorio al fine di ottenere un’istruzione in un ambiente dove si registrasse meno di 1 mSv all’anno. La Corte d’Appello di Sendai ha respinto la richiesta il 24 aprile del 2013.

Secondo la sentenza la Corte d’Appello ha dichiarato che l’esposizione alle radiazioni a bassa intensità per un lungo periodo di tempo con costanza “potrebbe causare un progredire di situazioni serie e gravi sulla vita, sul fisico e sulla salute” ma che “è difficile accertare con evidenza che al momento possa causare immediatamente dei danni irreversibili.”

L’attore aveva reclamato che l’esposizione alle radiazioni di bassa intensità poteva causare in primis il tumore della tiroide, un aumento del disordine congenito e dei casi di tumore maligno, un aumento del diabete di tipo 1, l’opacità del cristallino, la cataratta, un aumento di patologie cardiache e altre patologie. Il tribunale, a questo riguardo, ha accolto il reclamo dell’attore.

Sono passati 2 anni dal disastro di Fukushima.
Le case provvisorie di Fukushima stanno affrontando il problema del deterioramento: si staccano i soffitti, si sfonda il pavimento e si verificano altri disagi che complicano notevolmente la vita dei loro abitanti.
Lo Stato giapponese, per via del ritardo nella ricostruzione, ha dovuto prolungare il periodo di abitabilità delle case provvisorie ma gli abitanti stessi iniziano a nutrire dubbi sulla robustezza e sulla capacità di resistenza di queste abitazioni.
La situazione attuale dei bambini di Fukushima è molto grave.
È davvero arrivato il momento in cui ognuno di noi deve nuovamente e seriamente pensare a che cosa può fare.

ortodeisogni.org

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