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Pressenza, 7 luglio 2017

Trattato di messa al bando delle armi nucleari, una svolta storica

07.07.2017 

Sono passati quasi 72 anni da quando nell’ambito del progetto MANHATTAN gli Stati Uniti il 16 luglio 1945 alla fine della seconda guerra mondiale hanno fatto esplodere la prima bomba nucleare a fissione sulla base di un dispositivo di plutonio. Con questo sviluppo tecnico militare scoperto dai fisici tedeschi ed italiani l’umanità ha intrapreso un percorso di armamento nucleare che ha rischiato ben 20 volte la sua estinzione, secondo l’ex ministro della difesa americana McNamara.

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Pressenza, 3 luglio 2017

Verso l’adozione di un Trattato di divieto nucleare forte il 7 luglio

03.07.2017 

Lunedì 26 giugno, la conferenza delle Nazioni Unite finalizzata alla negoziazione di un trattato di divieto delle armi nucleari ha affrontato la prima lettura di una bozza di testo rivista del trattato elaborato dal presidente della conferenza, l’ambasciatrice costaricana Elayne Whyte. Dopo due settimane di questo round finale, molti partecipanti hanno espresso perplessità di fronte a questo ulteriore scambio di posizioni e di punti di vista: con l’orologio che segnava la fine del convegno e la data del 7 luglio prevista per l’adozione di un trattato condiviso, molti delegati hanno espresso la loro volontà di entrare nel merito del testo del trattato paragrafo per paragrafo, riga per riga.

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Italia Oggi, 08.12.2016

In tre anni le banche hanno investito indirettamente quasi 500 mld di $ nell'industria delle armi nucleari

Don't bank on the bomb08.12.2016 

Tra gennaio 2013 e agosto 2016 le banche di tutto il mondo hanno investito - indirettamente - quasi 500 miliardi di dollari (l’equivalente di 470 miliardi di euro) nell’industria delle armi nucleari, attraverso strumenti come prestiti ed emissioni di azioni e obbligazioni.

[Articolo completo al italiaoggi.it]

IPPNW-Italy, 13.5.2015

NPT. Un quiz

Austausch zwischen NATO Staaten und Staaten der Humanitären Initiative unter dem Titel „Can NATO ban the bomb?“. Foto: ICAN Deutschland13.05.2015 

Potete elencare gli Stati nucleari "ufficiali" aderenti al NPT? Se avete detto Stati Uniti, Russia, Regno Unito, Francia e Cina ... vi sbagliate. No, questa non era una domanda trabocchetto che avesse qualcosa a che fare con la Corea del Nord. Il fatto è che il Trattato sulla non proliferazione delle armi nucleari non contiene una sola parola che conferisca alcun tipo di status speciale ai suoi cinque membri dotati di armi nucleari.

Non compare mai la parola "ufficiale". E nemmeno la parola "riconosciuto". Né qualsiasi altra parola che alluda anche solo alla nozione che questi cinque Stati abbiano un diritto, temporaneo o meno, sulle armi nucleari che avevano quando hanno aderito al trattato (Francia e Cina non furono nemmeno Stati membri fino al 1992).

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controlacrisi, 05.04.2015

Usa, quel milione di morti provocati con la "guerra al terrore" dal 2001 ad oggi

After the urban warfare, Fallujah, Iraq, Nov. 2004,  photo by Lance Cpl. James J. Vooris05.04.2015 

La "guerra al terrore" voluta nel 2001 dall’amministrazione Bush «ha ucciso direttamente o indirettamente circa un un milione di persone in Iraq, 220.000 in Afghanistan e 80.000 in Pakistan, un totale di circa 1 milione e 300 mila persone», soprattutto civili. È questa la conclusione a cui giungono gli autori di Body Count. Casualty Figures After 10 Years of the War on Terror, un rapporto redatto da tre gruppi di scienziati attivi nella causa del pacifismo e del disarmo nucleare: Physicians for Social Responsibility, Physicians for Global Survival e gli International Physicians for the Prevention of Nuclear War, la federazione di medici attiva in 64 paesi che nel 1985 si è aggiudicata il Nobel per la pace per «aver creato consapevolezza sulle catastrofiche conseguenze di una guerra nucleare».

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L'Espresso, 01.06.2014

Ecco le 70 bombe nucleari in Italia

Venti ordigni americani nella base bresciana di Ghedi. Che i caccia della nostra Aeronautica possono sganciare in ogni momento. Altri 50 nei bunker Usa di Aviano. Una presenza che costa cara. Con rischi, problemi di spesa e accordi tenuti segreti

Ghedi Torre Airbase

01.06.2014 C'è un angolo della provincia di Brescia dove la Guerra Fredda non è mai finita. Negli hangar dell'aeroporto di Ghedi ci sono ancora oggi caccia italiani pronti al decollo per andare all'attacco con bombe nucleari sotto le ali. Incredibile? Non è la sola rivelazione sull'arsenale atomico attivo nel nostro Paese.Una ricerca della Fas, Federation of American Scientists , documenta come l'Italia custodisca il numero più alto di armi nucleari statunitensi schierate in Europa: 70 ordigni su un totale di 180. E siamo gli unici con due basi atomiche: quella dell'Aeronautica militare di Ghedi e quella statunitense di Aviano (Pordenone). Due primati che comportano spese pesanti a carico del governo di Roma: spese che, a 25 anni dalla fine della Guerra fredda e degli incubi nucleari, appaiono ingiustificabili.

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Disarmo nucleare: a Fiesole dal 15 al 31 marzo la mostra “SenzAtomica”

Sala del Basolato del Municipio

12.03.2014 

Sabato 15 marzo alle 10.30 nella Sala del Basolato del Municipio (piazza Mino) viene inaugurata la mostra “Senzatomica. Trasformare lo spirito umano per un mondo libero da armi nucleari”, organizzata dall’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai in collaborazione con il Comunale di Fiesole. L’esposizione, che sarà visitabile gratuitamente fino al 31 marzo (orario 9 – 19, mentre il 31 fino alle 13), si inserisce nel contesto di una campagna che mira alla creazione di un movimento di opinione per l'elaborazione e l'adozione di una Convenzione Internazionale sulle Armi Nucleari per il disarmo nucleare totale. Presentata dall’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai nel febbraio 2011 presso la Camera dei Deputati e insignita dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano con una medaglia quale premio di rappresentanza, la mostra è stata già esposta in 26 comuni d’Italia e visitata da oltre 120.000 persone.

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Si conclude la Conferenza di Nayarit

15.02.2014 Parlo a nome della Campagna internazionale per l'abolizione delle armi nucleari, una coalizione di oltre 350 organizzazioni in 90 Paesi.

Ci è stato dato nel corso degli ultimi due giorni un ricordo agghiacciante di ciò che sono e cosa fanno le armi nucleari.
Esse non portano sicurezza. Esse portano morte e distruzione su una dimensione che non può essere giustificata per alcun motivo.

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The Humanitarian Impact of Nuclear Weapons

13.02.2014 Un anno dopo. La conferenza di Oslo "Humanitarian Impact of Nuclear Weapons" di cui ampiamente parlammo su queste pagine, per la prima volta portò al mondo un approccio totalmente diverso sui temi del disarmo atomico. Al termine degli incontri di Oslo, coronati da un enorme successo di interesse internazionale e di riscontri positivi da parte di governi, ONG e altri partner della Società Civile, venne annunciato un secondo appuntamento, questa volta a Nayarit, nel Messico.

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Guerra nucleare tra India e Pakistan

Ecco cosa accadrebbe secondo IPPNW

Studio condotto dall'International Physician for the Prevention of Nuclear War10.12.2013 

Sono scenari apocalittici quelli descritti da uno studio condotto dall'International Physicians for the Prevention of Nuclear War and Physicians for social responsibility (Psr), la più grande associazione medica guidata dagli Stati Uniti che studia le minacce legate alla proliferazione e all'impatto nucleare.

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Armi chimiche in Siria

La presa di posizione di IPPNW

28.08.2013 

In uno Statement pubblicato ieri, IPPNW esprime la sua preoccupazione sull'uso delle armi chimiche, in quanto capaci di produrre l'uccisione indiscriminata di un grande numero di persone, oltre a sofferenze estreme e disabilità a lungo termine.

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A proposito di Fukushima: IPPNW vs. OMS

07.03.2013 

Benché in Italia non se ne parli (quasi) più, a parte rarissime eccezioni, sono trascorsi quasi due anni dal disastroso incidente avvenuto nella centrale nucleare giapponese di Fukushima. Ieri, sul sito tedesco dell’International Physicians for the Prevention of Nuclear War (IPPNW) – Associazione Internazionale Medici per la Prevenzione della Guerra Nucleare, è apparso per la prima volta un resoconto ufficiale in cui un’equipe di medici e biologi ha valutato le reali conseguenze del disastro sulla salute delle persone. Se in Italia il tema Fukushima è passato in secondo piano, in Germania è ancora molto seguito e al centro dell’attenzione dei media e della popolazione in generale.

[di Francesca Petretto]

Riparliamo di rischio nucleare?

13.02.2013 

Italiani distratti? Sì ma non per colpa loro. Soprattutto di questi tempi in cui l'imminente scelta elettorale scalda gli animi di candidati e simpatizzanti, ma ahimé su argomenti prettamente nazionali, incanalati nel gossip di tanti media avidi di share. E la situazione mondiale? E i conflitti più o meno vicini? I morti e i danni ingenti a beni e persone? E l'inasprirsi dei rapporti tra le due grandi potenze, USA e Russia, territori in  cui territori sono tuttora disseminati ordigni bellici inesplosi, quelle armi nucleari che dal crollo del Muro di Berlino sembravano diventate, ormai, vecchi ricordi di un passato fuggito altrove? Diciannovemila bombe sono ancora ammassate qua e là per il pianeta: riusciamo a renderci conto della "spada di Damocle" ancora incombente su di noi?

[di Roberto Del Bianco ]

Appuntamento a Oslo

Conferenza diplomatica "Humanitarian Impact of Nuclear Weapons"01.03.2013 

In questi giorni si é tenuto un importante evento ad Oslo, Norvegia: il 4 e 5 marzo è stata inaugurata la Conferenza diplomatica "Humanitarian Impact of Nuclear Weapons", tema scottante che vede riuniti i rappresentanti di almeno 120 Stati. Il notevole incremento di presenze rispetto all'edizione precedente, é stato considerato un fatto considerato molto positivo.

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Danni irreversibili e sanzioni

Una storia di guerra e di attualità

28.11.2012 

Arriva dall'Iran la cruda testimonianza di un sopravvissuto ai bombardamenti chimici della guerra Iran-Iraq di 25 anni fa. Shahriar Khateri, l'allora giovane soldato volontario patriota e coraggioso, investito in parte dalla nube tossica nel corso di un attacco al fronte in trincea, adesso è medico e lavora proprio al Centro di ricerca medica di Teheran per i veterani di guerra. La sua è una storia dolorosa e disumana, che non si esaurisce con gli anni e purtroppo non l'unica: tanti sono i sopravvissuti ancora alle prese con la sofferenza e le malattie, con lesioni principalmente agli occhi e/o ai polmoni, le cui cure sono sempre più a rischio a causa delle recenti sanzioni comminate dalla comunità internazionale alla nazione islamica per via delle decisioni di Teheran sullo sviluppo dell'energia nucleare.

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Alleati contro la Bomba

Dall'intervento del dott. Michele Di Paolantonio, all'assemblea plenaria conclusiva del Congresso Nazionale FIMMG 2011, ricordiamo il ruolo fondamentale svolto dall'Internazionale Medici nelle vicende che liberarono l'Europa dai missili a medio raggio, traendone un utile spunto per promuovere nelle proprie città, azioni culturali e istituzionali a favore del disarmo.

[di Michele Di Paolantonio ]